Babij Jar - 1941: l’occupazione nazista di Kiev


Anatolij Kuznetsov

Babij Jar - 1941: l’occupazione nazista di Kiev

Introduzione di Adriana Chiaia

Nel quadro dell’occupazione nazista di Kiev, durata più di due anni, la testimonianza dell’autore,
a quei tempi un ragazzo di dodici anni, descrive il massacro di decine di migliaia di ebrei, di
combattenti dell’Armata Rossa, di comunisti, di cittadini ucraini e di altre nazionalità, catturati
nei rastrellamenti o presi in ostaggio, i cui corpi venivano gettati nell’enorme burrone di Babij
Jar, nei pressi della città.
L’autore offre inoltre uno straordinario e contraddittorio panorama di personaggi positivi e negativi:
partigiani e collaborazionisti, resistenti e delatori, solidali e profittatori, generosi e gretti,
uomini, donne e bambini, strappati alla quotidianità del passato e costretti ad arrabattarsi per
sopravvivere alla guerra con la sua sequela di atrocità, bombardamenti, distruzioni, saccheggi,
fame e miseria materiale e morale.
Il libro è stato arricchito dalla sezione “Lineamenti di storia” composta di due schede. La prima tratta del
diritto all’autodecisione dei popoli nella concezione del Partito comunista (b) e nella prassi del potere sovietico.
La seconda ripercorre le vicissitudini dell’Ucraina, dalla rivendicazione dell’autonomia al patto costitutivo
dell’Unione delle repubbliche socialiste sovietiche, inserendole nel loro contesto storico.
In appendice uno scritto di Il’ja Erenburg e stralci di un documento della Commissione governativa sulle
distruzioni e le atrocità commesse dagli invasori tedeschi nella città di Kiev. (Processo di Norimberga).


240 pagine

 

 

ISBN.: 978887826654
prezzo: 12.00 EUR

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